Il Taglio

"Ho sussurrato leggende Ho disegnato miti di epoche lontane Ho ricamato fiabe nei cuori delle genti Sono la regina di tutto quello che avete dimenticato Vengo da sempre, da ogni angolo del mondo Il mio viaggio attraversa paesi, popoli, stagioni Per me non c'è sole che tramonti Non c'è luna che sorga Non ha ombra la meridiana Vivo nei pensieri portati dal vento, nei colori della luce Vivo nelle fantasie degli uomini e sono nella speranza dei ricordi Con me porto i simboli delle tradizioni, gli amuleti delle culture, le eredità della storia Mi muovo ai ritmi di antiche danze E dalle mie labbra rinascono canti senza più note Ecco per voi i miei sogni scritti sul taccuino dell'infinito andare."

Image Hosted by ImageShack.us "Niente mi era estraneo. Tutto mi apparteneva. C'era qualcosa di me ovunque guardassi..."

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venerdì, 05 gennaio 2007

"Avrei voluto essere aria pura, e respirarmi. Per poter coprire le distanze in un soffio."

La calma, dopo la messa in scena. con ancora qlc brivido addosso. momenti che amo, di cui non riuscirei più a fare a meno. perchè è la mia vita, questa. l'emozione dei preparativi, il trucco, le ciglia finte e i capelli cotonati. l'odore della lacca nell'aria e le forcine sparse un pò ovunque. poi tremo. non riesco a rimettere il tappo alla matita per gli occhi. la mia insegnante che mi tranquillizza, che mi prende un pò in giro solo per non farmi capire che in realtà lei è più nervosa di me. poi, il silenzio. sotto un velo arancione, immobile. sento i passi della gente che entra, ma non vedo nessuno. li sento e basta, sento le loro voci che sussurrano per non disturbare, sento il movimento delle loro giacche, qualche colpo di tosse. "stanno aspettando" mi dico. svuoto la mente, cerco di non rovinare tutto con la mia gamba che trema, che fa su e giù. la musica si fa largo nell'aula, manca sempre di meno. si, stavano aspettando. e io ero lì anche per loro.

la rabbia. la faccio scivolare fuori dalle labbra, insieme al sangue, fra le vene. la lascio libera, semplicemente. adesso si, che li vedo, e gli mostro quella rabbia per cui aspettavano, per cui aspettavo anche io. guardate, infondo è così semplice. è tutta qui dentro. voleva solo essere ascoltata, anche lei. vomito parole. vomito passione. non c'è niente di così bello. guardatemi ancora, ancora un pò e poi scompaio dalla vostra vita, ma ricordatevi di me o non accorgetevi nemmeno che esisto. stereotipo: percezione o concetto relativamente rigido ed eccessivamente semplificato o distorto di un aspetto della realtà. ecco, vi ho donato lo stereotipo di me stessa, anche se solo per poco. ma la rabbia è capace anche di commuoversi, e di gioire, e di sciogliersi. di fare festa con chi l'ama e chi nemmeno la conosce. e ora che vi ho mostrato anche questo, posso davvero andarmene. almeno per il momento, il mio compito finisce qui.

(Giulia, la mia insegnante, ha colto qualcosa che di me ancora non conosceva. io lì dentro sono la persona equilibrata, rigida, dolce. serena, inattaccabile nei suoi schemi e nel suo benessere interiore. ma può esserci molto di più, anche di molto diverso, in una stessa persona. "peccato che il tuo ragazzo non c'era, - mi ha detto - avrebbe potuto vedere come sei davvero". ma allora lo sai, che non c'è pace dentro di me. lo sai, che quell'equilibrio che mi avevi etichettato addosso non è che un aspetto del mio sentire, in quell'aula.)

peccato davvero, che lui non c'era. c'era persino il ragazzo della mia novi, e non lui. una presenza che mi è mancata parecchio. per questo, mi arrabbio. ancora, direte voi. eh si, ancora. perchè non ne ho mai abbastanza.

scritto da scriccy87
19:09 / p-link / / commenti (5)

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Io amo la vita, in ogni senso e manifestazione possibile ed immaginabile. Ma amo ancora di più la mia vita. Amo anche me stessa. Amo novi, e fabri. Amo guardare mia sorella quando dorme e sapere che è l'ultima cosa che vedo prima che sia io ad addormentarmi. Amo stare con gli amici, quelli veri, ma ancora di più amo averne pochi. Amo la danza, specialmente classica, che è rigore, perfezione e leggerezza. Amo il teatro, come struttura e come rappresentazione dei sentimenti umani. Amo gli odori che mi ricordano qualcuno, qualche luogo, qualche situazione. Amo le case, perchè sono lo specchio della personalità delle persone e allo stesso tempo il loro rifugio. Amo pensare che un giorno sarò io a progettarle affinchè quelle stesse persone si rispecchino e si sentano al sicuro. Amo Roma, e tutto quello che riesce a trasmettermi. Amo la magia di Salina, perchè è l'unico luogo in cui ho vissuto come se il tempo non esistesse. Amo gli alberi, perchè sono quanto di più vicino all'essere umano possa esistere in natura. Amo il sole, quando tramonta ma ancora di più quando sorge. Amo il cielo, e la terra. Amo la fisicità dei corpi e delle cose, la loro essenzialità. Amo la magrezza, e il digiuno. Ma a volte anche il cibo. Amo il balcone della mia stanza. Amo pensare che tutto nel mondo è strettamente collegato. Perchè basta cambiare anche solo un piccolo dettaglio, e tutto il resto cambia di conseguenza.

Io odio me stessa, a volte. Perchè so che se devo avere un nemico posso essere solo ed unicamente io. Odio sentirmi impotente di fronte ad una situazione che vorrei saper gestire. Odio dover sempre volere tutto sotto controllo, a volte persone comprese. Odio allontanare da me chi amo. Odio i mas-media. Perchè sono il veleno della società. Odio non capire cosa succede al mio corpo, e a volte anche il cibo. Odio il bigottismo, nel senso più esteso del termine. Odio ogni tipo di mancanza di rispetto. Odio tutto ciò che sibila o stride. Odio tutto quello che si rompe, in senso fisico e ancora di più in senso morale.